Non offrire a Dio ciò che non costa

Non offrire a Dio ciò che non costa

Non offrire a Dio ciò che non costa!

2 Samuele 24:24 Ma il re rispose ad Arauna: «No, io comprerò da te queste cose per il loro prezzo e non offrirò al SIGNORE, al mio Dio, olocausti che non mi costino nulla.

Davide è in una situazione complicata, a causa di una sua trasgressione il popolo d’Israele si ritrova a fronteggiare l’ira di Dio attraverso una pesante pestilenza. Si rende conto di aver peccato e che, per una sua colpa, è il popolo innocente e pagarne le conseguenze; il suo grido si rivolge a Dio chiedendo di pagare “il danno” in prima persona (2 Samuele 24:1-17). Un uomo, Gad, portò a Davide la soluzione che Dio aveva preparato per lui, quella di costruire un altare. E’ in questo contesto che il re si rivolge ad Arauna chiedendo di acquistare tutto il necessario per portare a compimento il precetto di Dio, rifiutandosi di prendere quanto gli servisse in offerta, ma decidendo, al contrario, di acquistarlo affinché avesse un valore davanti al Signore.

Al posto di Davide noi come ci saremmo comportati? Avremmo rifiutato qualcosa che ci veniva data gratuitamente?

Oggi, il cristiano, desidera un Dio “in saldo” che costi poco se non nulla, spesso si sceglie di rinunciare solo a qualcosa di futile e superficiale, ma ciò che costa, ce lo teniamo ben stretto … anche se questo dovesse essere in contrasto con la Parola del Signore. Dio è lo stesso ieri, oggi e in eterno e richiede, come allora, una completa santificazione per poter elargire grazia e benedizioni traboccanti sul Suo popolo.

L’errore iniziale di Davide fu quello di confidare nell’uomo, nel proprio esercito e non più in Dio. L’ira che ne conseguirà deve essere per noi di grande monito, siamo chiamati ad aver fiducia solo nel Signore e non nel mondo; solo Dio potrà condurci per la strada giusta, del resto noi siamo le pecore e Lui il nostro Pastore e dobbiamo seguirlo! (Giovanni 21:22).

Dopo questo errore arriva, grazie a Dio, il rimorso per l’azione compiuta ed è in quel momento che prende in cuor Suo la decisione di pagare di propria tasca (non solo materialmente, ma anche spiritualmente) l’errore commesso affinché il popolo non venisse completamente sterminato come conseguenza del peccato (si, il peccato ha sempre una conseguenza negativa). Dio si compiace della decisione presa e la peste si ferma.

Spesso vogliamo offrire a Dio ciò che non abbiamo e che forse non avremo mai, ma in realtà il Signore vuole solo il nostro cuore nella sua interezza, non lasciamogli solo un piccolo spazietto, ma anzi scacciamo tutto ciò che non Gli è gradito affinché Egli possa abitare comodamente all’interno del nostro cuore.

La benedizione è già stata preparata, ma sta a noi cercarla e raccoglierla. Essere cristiani ha un costo ed è difficile, lo è stato nei tempi antichi, lo è oggi e ancora di più lo sarà domani, ma con Gesù e la Sua grazia saremo sempre più che vincitori. Gesù ce lo ha detto, se perderemo la nostra vita (con i costi che ne conseguono)…la salveremo (Marco 8:34-35).

Mettiamo Gesù al primo posto in ogni aspetto della nostra vita: in ogni scelta (dalla più piccola alla più grande), in ogni prova, in ogni momento di abbattimento spirituale…ed Egli ci fornirà la giusta via d’uscita. Solo con la fiducia in Cristo potremo godere di tutto ciò che Dio ha preparato per noi e il male non potrà interferire; anche le prove diventeranno per noi una grande benedizione!

vostro in Cristo,

Gabriele D'Ambrosio.

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