Non la mia Volontà

Non la mia Volontà

Non la mia Volontà | Luca 22:42

La tendenza naturale è di continuare a pregare solo per le cose alle quali siamo interessati, e ai problemi e aspirazioni che ne derivano. Il fatto che due volontà siano attive, quando si prega, quella di Dio e quella dell’uomo, rende imperativo che le due si fondano. Si è ad un punto morto quando ciò non succede. Spesso la nostra volontà è presa da quel che succede; la volontà di Dio invece si preoccupa del perché si ha bisogno di certe cose. La preghiera che cerca liberazione fine a sé stessa, perde quell’obbiettività nella preghiera che Gesù insegna con tanta cura.

Quando Paolo pregò per sé stesso affinché Dio rimuovesse lo stecco nella sua carne, Dio non lo esaudì; insegnò invece a Paolo una nuova lezione su come trattare i problemi personali. Gli insegnò a mettere in relazione i suoi problemi con la realtà di Dio e trovare così sollievo.

Luca 22:42 «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta».

Gesù è l'esempio per eccellenza!!!Solo la consapevolezza di una totale fiducia nella sovrana volontà di Dio ci può portare ad esclamare come Cristo “non la mia, ma la tua volontà".

Per avere forza di mettere in pratica tale sublime esempio, bisogna guardare a ciò che ci è promesso nei cieli e non a ciò che possiamo ottenere nella breve parentesi terrena.

Avere il desiderio di fare la volontà di Dio più di ogni altra cosa, è la dimostrazione   della nostra crescita spirituale a scapito della carnalità, che dovremo sempre reprimere affinché si possa essere degli strumenti    in pieno sintonia alla voce dello Spirito Santo e portare frutti alla Gloria di Dio.

La benedizione del Signore Gesù Cristo sia sulla tua vita.

Vostro in Cristo,

Gabriele D'Ambrosio.

 

 

 


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