Ma io so che il mio Redentore vive

Ma io so che il mio Redentore vive

“Ma io so che il mio Redentore vive” | Giobbe 19:25.

L’utilizzo della congiunzione “Ma…” nella lingua italiana viene adoperato come avversativo-oppositivo (fonte Zanichelli) ovvero quando la seconda parte di una frase si oppone alla prima, facciamo un esempio per rendere il tutto più comprensibile: “oggi non è lunedì, ma martedì” il fatto stesso che il giorno del calendario esprima la realtà determina l’opposizione alla frase, oggi è martedì!

Bene questo è l’appellativo di Giobbe: “Ma io so!” la convinzione di Giobbe supera il contrasto dell’avversità che stava attraversando in quel momento, non si trattava solo di una idea, ma di una certezza ottenuta per mezzo di prove certe proprio come asserire che oggi, come dice il calendario è martedì. Giobbe esprime con la sua testimonianza, la certezza di poter contare su colui che era il Suo redentore, il suo Salvatore.
In questo verso notiamo la convinzione di Giobbe, una convinzione consolidata come dire: “Io, sì, lo so, io credo fermamente. Nonostante tutte le grandi afflizioni che si sono abbattute violentemente su di lui, Giobbe fa una grande dichiarazione di fede in Dio. Dichiarazione che ha nel suo complesso la consapevolezza della rivelazione di DIO. Il Signore si è rivelato a Giobbe da questo scaturisce la frase “Ma Io so che il mio Redentore vive”.  Una relazione intima, personale, la relazione di Giobbe con il Salvatore è personale così come anche la nostra relazione con Dio, è del tutto personale. L’espressione “Mio Redentore” ci induce a riflettere, con Dio, il mio Signore, ho un rapporto di comunione personale. Tutti coloro che sono stati conosciuti da Dio e quindi conoscono Dio, (come l’apostolo Paolo scrive nell’epistola ai Galati 4:9 dove leggiamo ma ora che avete conosciuto Dio, o piuttosto che siete stati conosciuti da Dio) hanno una relazione intima con il Padre, Un padre pronto ad accogliere i figli che confidano in Lui. Un Padre che per amore dei suoi figli non ha risparmiato sé stesso inviando il suo unico figlio affinché chiunque crede in lui non morirà, e l’apostolo Paolo ci fa comprendere questo, nella lettera ai Galati 2:20 parlando di Gesù infatti dice: “il quale mi ha amato e ha dato sé stesso per me”. È Dio che crea la relazione con noi essendo Egli stesso che ci ha amati per primo e questo Giobbe lo sapeva bene ed era cosciente per questo asserisce con forza: “Ma io so che il mio Redentore vive”. Gesù, Dio fatto uomo, è il “Mio Redentore”
Gesù è il Salvatore, Gesù è la provvidenza di Dio per la salvezza dei peccatori (1 Timoteo 1:15), Gesù è venuto a salvarci dai nostri peccati: questo è il cuore del Vangelo! È vero che è venuto a salvarci dall’inferno, ma non è l’inferno, il problema principale, è solo una conseguenza. Il problema principale dell’umanità è il peccato, e Gesù è venuto per salvarci dai nostri peccati! (Matteo 1:21).

Se vuoi essere liberato dal peccato, allora Grida come ha fatto Giobbe: “ma io so che Gesù è il mio Redentore e che vive oggi come allora”, credilo con tutto il tuo cuore ed egli si rivelerà a te come si è rivelato a Giobbe.

Dio ti Benedica,
Salvatore Falanga.


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