Confessione e perdono

Confessione e perdono

Confessione e perdono 

Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. 1 Giovanni 1: 9

Esistono molte versioni di questa storia che risale a migliaia di anni fa. <Un ufficiale romano salì a bordo di una galera dove i remi erano presidiati da prigionieri che scontavano pene a seguito delle loro condanne per vari crimini commessi.  Mentre passava davanti alle file di uomini, uno per uno proclamavano la loro innocenza. Hanno raccontato storie di non essere riusciti a ricevere giustizia, di essere stati falsamente accusati e di essere vittime di casi di identità errata. Infine, vicino ormai al retro della nave, l'ufficiale ha sentito un uomo dire che era davvero colpevole e meritava di essere lì. L'ufficiale si è rivolto al capitano della nave e ha detto: “Voglio che quest'uomo venga subito rimosso dal suo posto. Non è giusto che tutti questi uomini innocenti siano costretti a passare del tempo con un criminale del genere. Lascialo andare libero>.

Non troveremo mai il perdono per i peccati che non siamo seriamente disposti a riconoscere. Finché cerchiamo di nascondere il nostro peccato, di trovare scuse o di incolpare gli altri invece di assumerci la responsabilità, nemmeno ci rivolgeremo a Dio per il perdono che offre gratuitamente per mezzo di Cristo. La gratuità spesso è confusa con la leggerezza o scarsità di valore; dimenticando che, riceviamo in “Dono” ciò che nemmeno avremmo potuto pensare di acquistare. Confessare è una questione di onestà; questo è quanto il nostro Buon Padre ci chiede; siamo onesti, almeno con Dio! Salomone scrisse: "Chi copre i suoi peccati non prospererà, ma chi li confessa e li abbandona avrà misericordia" (Pr 28:13). 

Il problema per i cristiani il cui peccato ha ostacolato la loro relazione con Dio non è che non possono essere perdonati, ma che non sono ancora arrivati ​​al punto di confessarlo, riconoscerlo. La parola "confessare" non significa solo dire che abbiamo fatto qualcosa di sbagliato, ma di essere pentiti e riconoscere di essere meritevoli di condanna. Davide diceva: “Tu sei giusto quando giudichi”.  (Salmi 51:4)

La nostra tendenza naturale è cercare di evitare la colpa per il torto che abbiamo fatto. Ma la nostra natura spirituale deve permettere che la Grazia di Cristo operi efficacemente in noi, e questo mediante confessione, affinché la Sua pace ci inondi come un fiume in piena!

Affrontare la nostra responsabilità per il peccato è il primo passo per ristabilire la nostra relazione con Dio!

Dio ti benedica
P.re Marcello D’Ambrosio


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