Anche la chiamata più debole

Anche la chiamata più debole

Anche la chiamata più debole | Gioele 2:32 

 "E avverrà che chiunque invocherà il nome del Signore sarà liberato". Gioele 2:32

Perché non invoco il suo nome? Perché corro da questo e da quello, quando Dio è così vicino e ascolterà la mia più debole chiamata? Perché mi siedo, elaboro schemi e invento progetti? Perché non affido subito me stesso e il mio fardello al Signore? La semplicità è la via più breve: perché non corro subito dal Dio vivente? Invano cercherò la liberazione altrove; ma in Dio la troverò; perché qui ho il suo regale “Promessa” che da sicurezza.

Non ho bisogno di chiedere se posso invocarlo o no, perché quella parola "chiunque" è molto ampia e comprensiva. Chiunque significa me, significa chiunque altro e tutti coloro che invocano Dio. Seguirò quindi la guida del testo e invocherò immediatamente il glorioso Signore che ha fatto una promessa così grande.

Il mio caso è urgente e non so come ne sarò liberato; ma non sono affari miei, non sono io che devo farlo. Chi fa la promessa troverà modi e mezzi per mantenerla. È mio dovere obbedire ai suoi comandi; non spetta a me dirigere i suoi consigli. Sono il suo servitore, non il suo consigliere. Io lo invoco ed Egli  mi libererà.

(C. H. Spurgeon).

Sebbene questa invocazione intenda la salvezza eterna dell’anima, e sia l’annuncio profetico della effusione della “Grazia” per mezzo dello Spirito Santo, come annunciato da Pietro in Atti 2:21, resta pur sempre, per noi che crediamo, una promessa ineludibile di Dio, perché Egli è fedele e non verrà mai meno alla Sua fedeltà. È il nostro Padre celeste che ci invita a ricorrere a Lui sempre, in ogni occasione e circostanza: 
Salmi 50:15  poi invocami nel giorno della sventura; io ti salverò, e tu mi glorificherai». Ora, qual è il senso più ovvio per il quale possiamo invocarlo se non la preghiera? E a chi ci viene chiesto di invocare se non il solo e unico vero Signore se non l’Iddio onnipotente? Manifestato in carne, che noi conosciamo con il meraviglioso nome: Cristo Gesù!

È vero che non siamo salvati dalla preghiera, ma non possiamo essere salvati senza di essa.

In quale altro modo potremmo comunicargli il nostro pentimento, e il desiderio di riceverlo nella nostra vita per fare in ubbidienza la Sua volontà?

La preghiera è l'anima che va al suo rifugio, o meglio è l'anima che stringe la mano che la attira nel rifugio. È il grido che commuove le viscere di Dio, la Sua pietà e compassione.

La preghiera è la chiave che apre ogni cella, ogni prigione, per portarci alla libertà!

La preghiera è la luce che illumina la via buia della vita; essa accende la speranza che indica la direzione e il punto di arrivo! La preghiera trasforma, il cibo che riceviamo dalla Parola, in sostanza nutriente ed efficace! La preghiera ci conduce alla fonte dell’Acqua Viva, che disseta e ristora l’anima stanca e bisognosa! Per mezzo della preghiera presentiamo le nostre petizioni, firmate col nome di Gesù Cristo. La preghiera ci fa sentire figli, poiché in essa lo chiamiamo Padre!

E non sto a dilungarmi ancora, per dire quante altre preziose cose è la preghiera in qualità di adorazione e consacrazione personale.

Posso solo esortarti a invocarlo più che puoi. Il Suo orecchio è attento e il Suo cuore è disponibile. La Sua fedeltà dura per ogni età!

Dio ti benedica!

P.re Marcello D’Ambrosio.


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